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Trend di comunicazione 2026: come emergere e generare lead nell’era dell’AI optimization

Perché oggi serve ripensare la comunicazione

2 gennaio 2026. L’anno si apre con una certezza: l’intelligenza artificiale non è più una promessa, ma una realtà che sta rivoluzionando il modo in cui aziende, enti culturali e organizzazioni di ogni settore comunicano, coinvolgono e generano valore. L’AI generativa è ormai il vero motore di innovazione per marketing e comunicazione: secondo recenti ricerche, il 64% dei professionisti del settore prevede che l’AI sarà utilizzata per creare e personalizzare contenuti al posto delle persone (Uomini & Donne Comunicazione). In questo scenario, la sfida per chiunque voglia distinguersi è chiara: serve una strategia omnicanale, una cultura della formazione continua e la capacità di rendere i contenuti rilevanti per algoritmi e persone. Il 2026 sarà l’anno in cui la comunicazione farà davvero la differenza tra chi cresce e chi resta indietro.

Scenario: dati e nuove regole del gioco

Secondo lo studio State of the Connected Customer 2024) di Salesforce, il 73% dei consumatori si aspetta esperienze personalizzate e coerenti su tutti i canali digitali. L’Osservatorio sulle Comunicazioni AGCOM (n. 2 e n. 3/2025) evidenzia che la crescita degli investimenti digitali e la diffusione dell’AI stanno modificando profondamente il panorama dei media, con un aumento del 9% degli investimenti in comunicazione digitale nel primo semestre 2025.

Secondo ISTAT, nel 2025 quasi l’80% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza specialisti ICT interni o esterni, ma solo il 7,5% impiega specialisti in AI e big data e solo il 35% ha investito in almeno 4 delle 12 competenze digitali chiave individuate dall’indice Digital Intensity Index (DII).

Il report “Competenze digitali nel 2025” di Anitec-Assinform conferma che il 72% delle aziende fatica a reperire profili con skill digitali avanzate, soprattutto in ambito AI e cybersecurity. E la formazione resta un nodo critico: solo il 38% delle aziende offre percorsi strutturati di formazione su AI e nuovi media ai propri dipendenti. Questo gap rischia di rallentare l’innovazione proprio quando la velocità di adattamento è fondamentale.

Strategie operative: come generare lead senza trascurare l’awareness

    • Ottimizza i contenuti per l’AI e la ricerca conversazionale

    Rispondi alle domande del pubblico con linguaggio naturale, inserisci FAQ, dati strutturati e keyword conversazionali. Cura la reputazione digitale della tua organizzazione: recensioni, menzioni e contenuti di valore aumentano la probabilità di essere suggeriti dagli assistenti AI. Un esempio pratico: una scheda evento ottimizzata può includere domande come “Cosa rende unico questo festival?” o “Come partecipare all’evento?”, anticipando le query degli utenti.

    • Investi nell’awareness come leva per la lead generation

    In ogni settore, la tentazione di puntare tutto sulla lead generation è forte, ma senza notorietà il funnel non funziona. L’awareness è la base su cui costruire fiducia e interesse: crea contenuti editoriali, guide, storie di successo e approfondimenti che posizionino il tuo brand, evento o progetto come punto di riferimento. Solo così la lead generation sarà efficace e sostenibile nel tempo.

    • Integra tutti i canali in una strategia omnicanale

    Sito, social, newsletter, eventi fisici e digitali devono dialogare tra loro. Utilizza piattaforme di marketing automation per tracciare il percorso degli utenti, personalizzare le comunicazioni e ottimizzare le campagne in tempo reale. Un esempio: collega i dati raccolti durante un evento dal vivo con le campagne email post-evento, per mantenere alta l’attenzione e favorire la conversione.

    • Coinvolgi la community e valorizza le storie autentiche

    In ogni ambito, il pubblico vuole sentirsi parte di una storia. Racconta il dietro le quinte, coinvolgi testimonial, stakeholder, clienti e collaboratori, stimola la partecipazione attiva (user generated content, contest, live streaming). La community è il tuo miglior alleato per amplificare la visibilità e generare passaparola.

    Errori da evitare

    1. Trascurare l’awareness: senza notorietà, la lead generation non produce risultati duraturi.
    2. Ignorare l’AIO: i contenuti non ottimizzati rischiano di essere invisibili agli algoritmi.
    3. Comunicazione autoreferenziale: metti sempre il pubblico e il valore al centro.
    4. Non investire in competenze: senza formazione continua, si rischia di restare indietro.

    Nel 2026, la comunicazione efficace – in ogni settore – è quella che sa unire innovazione tecnologica, valore umano e formazione continua. Ottimizza per l’AI, investi nell’awareness e costruisci relazioni autentiche: solo così potrai generare lead di qualità e far crescere la tua organizzazione, il tuo brand o il tuo evento. Vuoi una strategia su misura per il tuo progetto? Contattaci per una consulenza personalizzata.

    FAQ – Domande frequenti sui trend di comunicazione 2026

    Cos’è l’AI optimization (AIO) nella comunicazione?
    L’AI optimization è l’insieme di strategie e tecniche che permettono ai contenuti di essere facilmente compresi, indicizzati e suggeriti dagli algoritmi di intelligenza artificiale, come quelli di motori di ricerca, assistenti vocali e piattaforme social.

    Perché la formazione digitale è così importante oggi?
    Perché la domanda di competenze in AI, digital marketing e cybersecurity supera l’offerta: senza formazione continua, le aziende rischiano di non riuscire a innovare e restare competitive.

    Qual è la differenza tra SEO tradizionale e AIO?
    La SEO tradizionale si concentra sull’ottimizzazione per i motori di ricerca classici, mentre l’AIO punta a rendere i contenuti accessibili e rilevanti anche per gli algoritmi AI che filtrano e raccomandano informazioni agli utenti, spesso in modalità conversazionale.

    Questi trend valgono solo per la cultura?
    No, i trend di comunicazione 2026 sono trasversali e riguardano tutti i settori: cultura, business, servizi, retail, sociale e oltre. Ogni organizzazione può trarre vantaggio dall’AI optimization e dalle strategie omnicanale.

    Quali sono le 12 competenze digitali chiave secondo ISTAT/DII?
    Secondo l’indice Digital Intensity Index (DII) adottato da ISTAT, le 12 competenze digitali chiave per le imprese sono:

    1. Utilizzo di computer connessi a Internet per scopi aziendali
    2. Presenza di un sito web
    3. Utilizzo di social media
    4. Acquisto di servizi cloud computing
    5. Utilizzo di software ERP (Enterprise Resource Planning)
    6. Utilizzo di software CRM (Customer Relationship Management)
    7. Invio di fatture elettroniche in formato strutturato
    8. Vendita online (e-commerce)
    9. Utilizzo di dispositivi portatili per accedere ai sistemi ICT aziendali
    10. Analisi di big data
    11. Utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale
    12. Formazione ICT per il personale

    Le imprese che adottano almeno 4 di queste 12 pratiche sono considerate digitalmente avanzate secondo la metodologia ISTAT/Eurostat.

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    Comunicazione strategica: come allineare messaggi, brand e obiettivi di business

    Introduzione: perché oggi serve una comunicazione strategica

    Molte aziende comunicano in modo frammentato, reagendo alle urgenze invece di seguire una visione chiara. La comunicazione strategica nasce proprio per superare questo approccio tattico: non si limita a “dire qualcosa”, ma guida percezioni, decisioni e comportamenti a supporto degli obiettivi di business. Quando è ben progettata, diventa un asset centrale del marketing e della crescita aziendale.

    Il contesto della comunicazione strategica

    In uno scenario digitale complesso e ipercompetitivo, i brand devono distinguersi per coerenza e rilevanza. La comunicazione strategica risponde a tre esigenze chiave:

    • allineare brand, marketing e business
    • garantire coerenza su tutti i touchpoint
    • misurare l’impatto dei messaggi nel tempo

    Le aziende che adottano un approccio strategico comunicano meno, ma meglio.

    Strategie operative per una comunicazione strategica efficace

    1. Definire obiettivi chiari e misurabili

    Ogni strategia di comunicazione deve partire da obiettivi concreti: posizionamento, reputazione, lead generation o supporto alle vendite.

    2. Costruire un posizionamento distintivo

    La comunicazione strategica traduce la value proposition in messaggi chiari, differenzianti e riconoscibili, evitando sovrapposizioni con i competitor.

    3. Integrare comunicazione e marketing

    Contenuti, canali e campagne devono lavorare in modo sinergico lungo il funnel, dall’awareness alla conversione.

    4. Governare canali e messaggi

    Linee guida, tone of voice e framework di contenuto garantiscono coerenza anche nel lungo periodo.

    Errori comuni nella comunicazione strategica

    • Confondere strategia e tattica
    • Cambiare messaggi troppo spesso
    • Non definire KPI chiari
    • Separare comunicazione, marketing e vendite

    Conclusione: i takeaway chiave

    La comunicazione strategica è un processo continuo che guida il valore del brand nel tempo. Quando è integrata con il marketing e orientata ai dati, supporta decisioni di business più efficaci.

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    FAQ – Comunicazione strategica

    Cos’è la comunicazione strategica?
    È l’approccio alla comunicazione basato su obiettivi di business, posizionamento e coerenza nel tempo.

    Qual è la differenza tra comunicazione strategica e operativa?
    La strategica definisce il “perché” e il “come”, l’operativa il “cosa” e il “quando”.

    Perché la comunicazione strategica supporta il marketing?
    Perché rende i messaggi più coerenti, misurabili e orientati alla conversione.

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    Comunicazione aziendale efficace: come creare valore, fiducia e risultati di business

    Introduzione: perché la comunicazione è una leva strategica

    In un mercato saturo di messaggi, la comunicazione non è più solo un supporto al marketing, ma una leva strategica per costruire fiducia, differenziarsi e generare risultati concreti. Molte aziende comunicano molto, ma comunicano male: messaggi incoerenti, poco rilevanti o scollegati dagli obiettivi di business. L’efficacia della comunicazione aziendale oggi determina awareness, reputazione e conversione.

    Il contesto attuale della comunicazione e del marketing

    Secondo studi di settore, i brand con una comunicazione coerente su tutti i touchpoint ottengono fino al +20% di crescita dei ricavi. I decisori aziendali cercano contenuti chiari, utili e affidabili. In questo scenario, la comunicazione deve essere:

    • orientata al valore
    • guidata dai dati
    • integrata con le strategie di marketing digitale e omnicanale

    Strategie operative per una comunicazione aziendale efficace

    1. Allineare comunicazione e obiettivi di business

    Ogni messaggio deve rispondere a una domanda chiave: che risultato vogliamo ottenere? Awareness, lead generation o conversione richiedono contenuti, canali e KPI diversi.

    2. Conoscere il target e parlare il suo linguaggio

    Una comunicazione efficace parte dall’analisi del pubblico: bisogni, pain point, livello di conoscenza. Meno slogan, più chiarezza.

    3. Coerenza su tutti i canali

    Sito web, social, email, contenuti SEO e comunicazione interna devono raccontare la stessa storia, con adattamenti di formato ma non di identità.

    4. Contenuti utili e misurabili

    Guide, articoli, case study e FAQ aumentano autorevolezza e performance SEO, supportando il marketing nel lungo periodo.

    Esempio pratico

    Un’azienda B2B ha rivisto la propria comunicazione focalizzandola su problemi concreti dei clienti, integrando blog SEO, LinkedIn e newsletter. Risultato: +35% di lead qualificati in sei mesi, senza aumentare il budget advertising.

    Errori comuni da evitare

    • Comunicare solo prodotti, non valore
    • Usare linguaggio tecnico inutile
    • Ignorare dati e metriche
    • Non avere una strategia di comunicazione chiara

    Conclusione: i takeaway chiave

    La comunicazione aziendale efficace è strategica, coerente e orientata al valore. Quando è integrata con il marketing e guidata dai dati, diventa un vero acceleratore di business.

    Vuoi migliorare la comunicazione della tua azienda?
    👉 Contattaci per una consulenza strategica personalizzata.

    FAQ – Domande frequenti sulla comunicazione aziendale

    Cos’è una comunicazione aziendale efficace?
    È una comunicazione chiara, coerente e orientata agli obiettivi di business e al pubblico.

    Qual è il legame tra comunicazione e marketing?
    La comunicazione supporta il marketing creando fiducia, autorevolezza e contenuti utili alla conversione.

    Da dove iniziare per migliorare la comunicazione?
    Dall’analisi del target, degli obiettivi e dei canali già attivi, definendo una strategia misurabile.

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    Comunicare un festival: da evento a brand

    Un festival musicale oggi non è più soltanto un appuntamento culturale: è un brand, un media strategico e un ecosistema narrativo che vive ben oltre le date dell’evento. In un mercato altamente competitivo, la sola qualità della line-up o la bellezza della location non bastano. Serve una strategia di comunicazione integrata capace di costruire attesa, generare hype e trasformare il pubblico in una vera community.

    Oltre il palco: l’evento come ecosistema narrativo

    Il passaggio da semplice spettacolo a brand implica una visione nuova: un festival deve raccontarsi tutto l’anno, diventare piattaforma di contenuti e alimentare un senso di appartenenza che fidelizza il pubblico. Qui entra in gioco l’agenzia di comunicazione: non più semplice promotore, ma architetto dell’identità del festival, custode della sua reputazione e regista di una narrazione coerente.

    Le tre fasi chiave della comunicazione di un festival

    La comunicazione efficace è una sinfonia in tre atti:

    • Pre-evento: è il momento di costruire attesa. Tecniche come il drip-feed (annunci graduali), la pre-registrazione ai biglietti e l’uso dei contenuti delle edizioni passate alimentano la curiosità. È la fase in cui si lavora sulla FOMO (Fear of Missing Out), trasformando l’interesse in urgenza e urgenza in azione.
    • Durante l’evento: qui il pubblico diventa co-narratore. Social media, live streaming, contenuti generati dagli utenti e storytelling in tempo reale amplificano la portata del festival, trasformandolo in un’esperienza diffusa e condivisa.
    • Post-evento: l’errore più comune è chiudere la comunicazione. In realtà, gli highlight, gli aftermovies e le newsletter di follow-up tengono viva la conversazione e aprono la strada all’edizione successiva. Il festival non si spegne con le luci del palco, ma resta vivo grazie a contenuti “evergreen”.

    Strumenti e tattiche vincenti

    Un’agenzia esperta combina strumenti digitali e approcci tradizionali:

    • Digital marketing: campagne social e Google Ads mirate, un sito user-friendly e newsletter personalizzate.
    • Influencer marketing: collaborazioni con micro-influencer e super-fan generano passaparola autentico e rafforzano il senso di community.
    • PR e ufficio stampa: la costruzione di narrazioni culturali amplifica la visibilità su media generalisti e di nicchia.
    • Partnership esperienziali: come insegna Coachella, i brand non devono limitarsi a comparire, ma diventare parte integrante dell’esperienza, arricchendola e rendendola memorabile.

    Lezioni da successi e fallimenti

    Esempi come Tomorrowland mostrano come un festival possa creare hype costante attraverso contenuti di qualità e gestione sapiente della scarsità dei biglietti. Al contrario, il Fyre Festival insegna che una comunicazione brillante non può sostituire una pianificazione reale: senza autenticità e coerenza, il danno reputazionale è inevitabile.

    Perché affidarsi a un’agenzia di comunicazione

    Gestire la complessità di queste dinamiche richiede competenze trasversali. Un’agenzia non si limita a curare campagne ADV, ma orchestra l’intero ecosistema: posizionamento, gestione del racconto, attivazioni digitali, PR e persino crisis management. Così un festival non si limita a “succedere”, ma diventa un marchio riconosciuto, una community e un fenomeno culturale duraturo.

    Conclusione

    Comunicare un festival significa investire nella sua longevità. Ogni edizione non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di un nuovo capitolo di un racconto che cresce anno dopo anno. Con la giusta strategia e il supporto di un partner esperto, un festival può davvero trasformarsi in un brand iconico.

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    Come valorizzare un territorio attraverso il marketing

    Partiamo da una definizione che inquadra l’argomento. Il marketing territoriale è rappresentato dall’insieme di strategie e attività al servizio della promozione di un territorio, in grado di valorizzare le sue unicità, esattamente come accade in qualsiasi azione di Brand Positioning. In questo caso specifico, però, l’obiettivo di valorizzazione si deve necessariamente sposare con quello dello sviluppo locale sostenibile, in un circolo virtuoso di ricadute positive non solo sul turismo locale, ma anche sul rafforzamento della comunità residente, sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini e perché no anche sulla riqualificazione urbana.

    Stakeholder, residenti e pubblica amministrazione saranno quindi referenti fondamentali e imprescindibili di un percorso che, necessariamente, non può essere di breve durata.

     

    Esattamente come in ogni azione di Brand Positioning, anche il marketing territoriale prevede degli step fondamentali:

    1. Analisi del territorio: approfondimento sulle risorse culturali, naturali ed economiche dell’area (es. paesaggi, tradizioni culinarie, monumenti e attività artigianali);
    2. Definizione del target: chi sono i potenziali visitatori, investitori e residenti in base a specifici profili (età, nazionalità, interessi);
    3. Creazione di un’immagine e di una narrazione: dopo aver effettuato degli audit sui principali target, si costruisce un’identità chiara, che dovrà essere raccontata in maniera efficace e strategica (storytelling) che ne metta in luce le specificità uniche. Dalla narrazione, dovrebbe emergere chiara la USP (dall’inglese Unique Selling Proposition), ovvero l’elemento distintivo che permette al territorio in oggetto di essere percepito come unico, diverso dagli altri quindi più interessante e memorabile;
    4. Promozione integrata: si utilizzano vari strumenti e canali di comunicazione (siti web, social media, eventi, campagne pubblicitarie, pubbliche relazioni, conferenze, coinvolgimento delle scuole…) per raggiungere il target identificato.

    Tra gli esempi più completi e di valore rispetto a questo expertise, Profili ha partecipato alla stesura del dossier di candidatura della cittadina di Maratea (PZ) a Capitale della Cultura italiana, ottenendo degli ottimi risultati per il territorio.

     

    “Il futuro parte da un viaggio millenario” rappresenta non soltanto il titolo che Profili ha scelto per questa candidatura, ma l’ossatura stessa di un progetto ambizioso di riqualificazione di un territorio, parte di quell’Italia minore fatta di migliaia di borghi, che ne rappresentano l’ossatura. Un territorio complesso come quello di Maratea, fatto di mare e di montagna, di viabilità difficile e distanze che sembrano insormontabili, che si è affacciato alla candidatura nel gennaio 2023, coinvolgendo alcuni esperti e, insieme, la cittadinanza. Profili è stato chiamato nel mese di luglio allo scopo di concretizzare e valorizzare quanto finora era stato realizzato, attraverso un dossier e una strategia di comunicazione.

    LA STRATEGIA

    Considerando che l’analisi del territorio e l’identificazione del target erano pronti, abbiamo realizzato un concept di comunicazione, fondamentale sia per cominciare a scrivere il dossier, sia per costruire un gruppo di lavoro con tutti gli esperti che a vario titolo avevano definito delle progettualità per il territorio e ovviamente le amministrazioni pubbliche e il sociale. Dal 20 settembre, giorno in cui il dossier è stato inviato al Ministero, al mese di marzo, con l’audizione prima e la comunicazione dei risultati poi, la campagna di comunicazione on-line e off-line non si è mai fermata.

    RISULTATI RAGGIUNTI

    Al di là dei numeri, i due risultati più importanti raggiunti sono stati:

    – la valorizzazione di Maratea, che da meta turistica è passata a portavoce dell’Italia minore grazie a un progetto di altissima qualità, propulsore di progresso sociale ed economico e insieme di una riqualidìficazione territoriale.

    – un aumento della brand awareness, un fortissimo engagement sulle pagine social, una costante attenzione mediatica durata alcuni mesi, senza un eccessivo impegno economico.

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    Maratea 2026

    maratea 2026

    Candidatura a Capitale della Cultura Italiana 2026

    Il progetto

    “Il futuro parte da un viaggio millenario” rappresenta non soltanto il titolo che Profili ha scelto per questa candidatura, ma l’ossatura stessa di un progetto ambizioso di risignificazione di un territorio parte di quell’Italia minore fatta di migliaia di borghi, che ne rappresentano l’ossatura. Un territorio complesso come quello di Maratea, che si è affacciato alla candidatura nel gennaio 2023, coinvolgendo un team di esperti e, insieme, la cittadinanza. Profili è stato chiamato nel mese di luglio allo scopo di concretizzare e valorizzare quanto fino ad allora realizzato, attraverso un dossier e una strategia di comunicazione.

    La strategia

    Come primo atto, è stato realizzato un concept di comunicazione, fondamentale sia per cominciare a scrivere il dossier, sia per costruire un gruppo di lavoro con tutti gli esperti che a vario titolo avevano costruito delle progettualità per il territorio e ovviamente con le amministrazioni pubbliche e il sociale. Abbiamo operato su più fronti, dal contenuto all’immagine, dall’analisi dei progetti alle riunioni in loco. Il dossier è stato revisionato 6 volte e inviato al Ministero della Cultura per la candidatura. Da quel momento, la campagna di comunicazione on-line e off-line non si è mai fermata, ampliandosi e rafforzandosi dopo la qualificazione tra le prime 10 e l’audizione al Ministero.

    Risultati raggiunti

    Al di là dei numeri, che in un progetto di così alto valore ci sembra superfluo dare, i due risultati più importanti raggiunti sono stati:

    – la valorizzazione di Maratea, che da meta turistica è passata a portavoce dell’Italia “minore” grazie a un progetto di altissima qualità, propulsore di progresso sociale ed economico e insieme di una risignificazione territoriale.

    – un aumento della brand awareness, un fortissimo engagement sulle pagine social, una costante attenzione mediatica durata parecchi mesi.

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    Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto

    Il progetto

    La Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto presenta coreografi internazionali, scopre giovani talenti, sperimenta in vari campi e promuove il dialogo e lo scambio culturale attraverso video, arti visive, fotografia, musica dal vivo, teatro. Al centro c’è la compagnia Aterballetto, composta da 16 danzatori stabili, più altri che orbitano attorno a singoli progetti. Dal 2022 è il primo e unico Centro Coreografico Nazionale (CCN) in Italia.

    Profili ha affiancato il team interno di FND/Aterballetto con lo scopo di ottimizzare e potenziare la comunicazione digitale attraverso azioni strategiche per una promozione globale degli spazi e delle attività, oltre a una divulgazione diversificata, multilingue e mirata al coinvolgimento di un pubblico più ampio.

    La strategia

    Il team di Profili ha suddiviso il proprio intervento in tre aree:

    • La comunicazione digital
    • Le campagne advertising
    • Analisi dati e reportistica

    Per ogni area di intervento sono stati definiti in maniera dettagliata obiettivi, azioni e previsioni di output.

    La comunicazione digital

    Obiettivo primario: ottimizzare e potenziare la comunicazione attuale.

    Vista l’ampia offerta artistica e le differenti attività di FND/Aterballetto, il team Profili ha pensato a un sistema digital integrato che lavori in sinergia e sfrutti le peculiarità dei singoli canali nell’ottica di razionalizzazione e potenziamento del sistema attuale.

    Sono stati definiti i target di ogni singolo canale di comunicazione, attuali e quelli potenziali, e stabiliti, poi, il tone of voice adatto per ognuno di loro, la tipologia di contenuto, il tipo di coinvolgimento previsto.

    Canali attualmente attivi:

    Parallelamente all’attività di comunicazione, sono state avanzate proposte di rafforzamento dell’identità digitale legata al ruolo della Fonderia, cuore pulsante dell’attività di FND/Aterballetto e trampolino di lancio di nuove attività, sperimentazione e ricerca

    Risultati raggiunti

    Il lavoro ha contribuito a diffondere e migliorare l’immagine di FND/Aterballetto attraverso i suoi canali che hanno intrapreso, durante l’intero periodo di affiancamento, una consistente e continuativa direzione di crescita, contribuendo a garantire una presenza digitale continuativa e coerente per FND/Aterballetto, rispondendo agli obiettivi che si erano delineati in partenza.

    Inoltre, sono stati potenziati alcuni canali come YouTube, LinkedIn e la newsletter. Qualche numero:

    • Aumento organico dei follower e fan: Facebook +245, Instagram +6.972
    • Aumento organico della copertura dei contenuti: Facebook +25,9%, Instagram +19,6%
    • Linkedin ha raddoppiato il numero di utenti unici e ha aumentato del 90% la visualizzazione dei contenuti

    Le campagne advertising

    FND/Aterballetto utilizza, prevalentemente, due canali di comunicazione a pagamento: Meta Ads e Google Ad Grants. Quest’ultimo richiede una revisione periodica per evitare la sospensione.

    Obiettivo primario: potenziare le prestazioni e ottimizzare il budget medio.

    Le campagne advertising sono state gestite direttamente da Profili.

    Risultati raggiunti

    Per raggiungere i nuovi pubblici e per potenziare il database della newsletter sono state realizzate le campagne di lead generation, soprattutto per il pubblico internazionale (Francia, Germania e Svizzera)

    L’account Google Ads Grant è stato riattivato, le campagne hanno generato un CTR medio del 30%.

    Per dare una maggiore visibilità alle attività in Fonderia e alla tournée è stato attivato anche un account di Google Ads, improntato alla realizzazione di campagne per la rete Display. 

    Le campagne su Meta hanno registrato un notevole miglioramento, con un CPC (costo per click in uscita) medio di 0,06 €.

    Analisi dati e reportistica

    Profili ha affiancato FND/Aterballetto nella progettazione del nuovo sito web, che è stato lanciato a fine febbraio 2023, cui sono stati collegati Google Analytics 4 e Google Search Console.

    Con una cadenza periodica veniva confezionato un report dettagliato sull’andamento complessivo del nuovo sito web, le query di ricerca organica (utile per l’ottimizzazione del sito) e le prestazioni dei canali social e quelli di advertising.

    Questi report rappresentavano un punto di partenza per gli interventi di ottimizzazione sia della comunicazione organica, sia di quella a pagamento. 

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    Come si fa il marketing di un festival?

    Nel corso degli anni, abbiamo accumulato diverse esperienze nell’organizzazione e nel coordinamento, in fatto di marketing e comunicazione, di alcuni importanti festival di danza, musica, teatro. Tra questi: il Festival Puccini di Torre del Lago, il Napoli Teatro Festival, Novara Jazz, Oriente Occidente o, per fare un esempio più recente, Festival della Valle d’Itria, Tolfa Jazz, Impacta Festival e Hystrio Festival.

    Perché parlarvi di questo? Perché così possiamo provare a rispondere alla domanda: da dove si inizia a coordinare il marketing e la comunicazione di un festival? 

    Si tratta di un lavoro molto complesso che difficilmente può essere sintetizzato in un paio di pagine e che, oltretutto, è diverso di caso in caso. Ciononostante, abbiamo  comunque provato a raccogliere in questo articolo  i nostri “appunti di viaggio”,  le nostre esperienze a riguardo.

    Ripercorriamone, quindi, le tappe principali.

    ANALISI PRELIMINARI

    Alla base di tutto, prima ancora dello sviluppo dal punto di vista artistico, bisogna chiedersi a cosa vuole rispondere il nostro festival. È fondamentale, infatti, non solo a livello di marketing per costruire un “prodotto” di qualità e di successo, ma si rivelerà in seguito cruciale anche per la comunicazione dell’evento.

    Per un festival è fondamentale l’analisi del contesto su due livelli, endogeno ed esogeno. Partendo dal primo, uno degli elementi cruciali e preliminari è la scelta della location che ospiterà la manifestazione. Ecco alcune domande che è utile farsi:

    È  uno spazio fisso o sono più luoghi?  È all’aperto o al chiuso? Quale si adatta meglio ad ospitare il nostro palinsesto in termini di spazio, costi, raggiungibilità? Che disponibilità ci offre dal punto di vista delle tempistiche?

    È  evidente che dalla location individuata dipende il numero dei posti disponibili, un elemento su cui occorre ragionare con attenzione per evitare di non riempire a sufficienza l’evento.

    A livello esogeno, invece, tocca guardarsi intorno nel contesto di riferimento e chiedersi: ci sono altre manifestazioni simili o diverse che potrebbero togliere interesse/visibilità al nostro evento? Se sì, quali e soprattutto quando e dove avranno luogo? Possono per qualche ragione da capire entrare in contrasto con il nostro festival?

    Se le risposte a queste domande saranno soddisfacenti, si potrà quindi procedere alla nota forse più dolente: la scheda costi. È, infatti, indispensabile preventivare tutte le spese connesse al festival, per definire un’entità economica totale con cui misurarsi. È  qui che bisognerà individuare il cosiddetto “break-even point”, il punto di pareggio che ci aiuterà a capire quanti ricavi occorreranno per non andare in perdita.

    SVILUPPO

    Una volta smarcate le questioni di fattibilità dal punto di vista logistico ed economico, si passa alla fase decisionale e di sviluppo.

    Dal punto di vista organizzativo, dobbiamo innanzitutto creare uno schema di lavoro che, in vista dell’evento, stabilisca ruoli, tempistiche, responsabilità.

    Successivamente: procedere con la costruzione della proposta artistica e infine cercare i fornitori per le diverse esigenze a cui rispondere.

    Infine lavorare sul pricing: è infatti il momento di fissare i prezzi del nostro festival e declinarlo in opportune scelte di marketing.

    Poi bisogna lavorare sulla comunicazione. Ma come?

    Innanzitutto sviluppando un concept di comunicazione. Questo comprende il naming, che è molto importante. Da esso, verrà poi sviluppata l’immagine coordinata e tutto questo si tradurrà poi in scelte che influenzeranno tutta la comunicazione e la promozione.

    IMPLEMENTAZIONE

    Questa è la fase in cui tutto quello che abbiamo sviluppato finora, soprattutto dal punto di vista della comunicazione, deve tradursi in azioni concrete. È qui, infatti, che si passa al piano più operativo che, tra le altre cose, richiede la produzione/raccolta di materiali.

    La comunicazione qui gioca da protagonista, poiché è chiaro che è il momento che il nostro festival raggiunga l’attenzione, l’interesse e possibilmente il desiderio del pubblico di parteciparvi.

    Attivare i canali di comunicazione online (sito, social, digital adv, digital pr, ecc) e offline (spot televisivi o radiofonici, affissioni, brochure, locandine), realizzare contenuti (video, immagini o altro), costruire un piano editoriale.

    Attivare un ufficio stampa e organizzare, anche una conferenza, invitando giornalisti e/o stakeholder del settore che possano dare voce al nostro festival fuori.

    REALIZZAZIONE e POST FESTIVAL

    In prossimità dell’evento, è il momento della logistica, dell’allestimento e di tutto l’insieme dei preparativi del Festival.

    Una volta che esso avrà finalmente preso il via, non è il momento di mettersi a sedere e rilassarsi, anche se è tra le cose che si tende a pensare, erroneamente, il più delle volte. Il fatto che l’evento sia avviato, non comporta smettere di dargli risonanza.

    Sarà molto importante creare un racconto attraverso testimonianze day-by-day da comunicare all’esterno. Non dimentichiamoci, infatti, che questo processo servirà a trasformare i non partecipanti di oggi nei partecipanti di domani.

    Oltre a questo, è il momento di sfoderare le nostre migliori doti di public relations: se abbiamo lavorato bene, probabilmente troveremo tra il pubblico persone con cui stringere relazioni.

    Questi sono i momenti più potenzialmente interessanti che non dobbiamo lasciarci sfuggire. Riuscire nell’impresa significa iniziare a seminare e raccogliere, per poi mettersi in prospettiva futura di crescita.

    E poi, magari, goderci un po’ lo spettacolo. O almeno provarci.

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    comunicazione digital adv digital marketing

    Studio Legale

    Il progetto

    Profili ha svolto per conto di uno studio legale una consulenza di comunicazione strategica finalizzata a raggiungere i seguenti obiettivi:

    • Identificare una linea strategica coerente con le diverse “anime” dello Studio
    • Riposizionare i canali esistenti attraverso un nuovo concept di comunicazione
    • Aumentare la visibilità dello Studio sui canali digital
    • Far emergere la professionalità attraverso diversi format e contenuti
    • Promuovere e raccontare l’originalità dello “studio boutique”
    • Allargare il target di riferimento
    • Rafforzare la community esistente e aumentare il coinvolgimento

    La strategia

    Per raggiungere gli obiettivi prestabiliti, il team di Profili si è occupato di creare una strategia di comunicazione integrata per tutti i canali digital, procedendo, in dettaglio, con la definizione di un concept di comunicazione e con l’identificazione e ideazione di temi editoriali in linea con la strategia stabilita.

    In tal senso sono stati individuati tre asset di comunicazione molto ben definiti e identitari, che puntassero a sdrammatizzare la pagina pur mantenendo fortissima la credibilità, come ad esempio la rubrica “Avvocabolario”. 

    La linea di comunicazione messa in atto per lo Studio ha previsto una commistione di competenze al fine di veicolare contenuti di valore attraverso un linguaggio più facile e accattivante, adatto al pubblico social e accompagnato da contenuti visivi ad alto coinvolgimento emotivo e d’impatto.

    Risultati raggiunti

    Grazie all’intervento di Profili, la pagina Facebook e il canale Instagram dello Studio hanno sviluppato una propria identità e solidità, raggiungendo un alto tasso di copertura rispetto al passato e rispetto alla fanbase attualmente attiva.

    La strategia di comunicazione messa in atto ha risposto alle aspettative di contenuto degli utenti, alla curiosità e voglia di approfondimento dell’ambito e attività legale permettendo allo Studio di far emergere la professionalità attraverso “il lato umano”, abbattendo le barriere di settore.

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    comunicazione formazione marketing

    Explode – Amplify your brand


    Il tuo successo passa dall’unicità della tua storia

    Il progetto

    È un progetto che nasce dalla partnership con GAIA Formazione & Sviluppo, una realtà specializzata nella progettazione e realizzazione di interventi su misura di formazione e sviluppo professionale. 

    EXPLODE – Amplify your Brand mira a valorizzare la storia delle aziende facendo leva sull’aspetto emozionale, da sempre uno strumento indispensabile per raccontare al meglio il proprio successo.

    Tre i focus su cui si impernia la creazione di un percorso di storytelling emozionale su misura: 

    • Specificità, cosa rende speciale l’azienda?
    • Passato, presente, futuro, sulla base del percorso, qual è stato il punto di svolta della storia aziendale e verso quali orizzonti ci si vuole dirigere?
    • Azioni, come far emergere i valori trainanti e l’unicità di ogni realtà? 

    Siamo pronti ad accompagnare le aziende a sprigionare il potenziale inespresso che è in loro.

    Guarda la demo qui sotto.