Photo by Diego Civino

I pomodori sono l’antipasto. Questi scazzicano lo stomaco. Dentro hanno immagazzinato un gruzzolo di energia luminosa.
Se per un attimo ci facciamo pagani, possiamo credere che il dio Sole li abbia partoriti da una parte carnosa del suo corpo.

(da “Il Pasto della Tarantola”)

In principio c’erano la Camera di Commercio di Lecce e un teatro chiamato Cantieri Teatrali Koreja.

Da direttore del teatro, mi sono chiesto in diverse occasioni cosa avrebbero potuto condividere queste due realtà. Quali sinergie avremmo potuto trovare, in che luogo incontrarci.

Mi sono rivolto diverse volte al Presidente della Camera di Commercio Sergio Doria, chiedendo il contributo che ci si aspetta dalle istituzioni: il necessario per coprire le spese di una tournèe, o semplicemente la possibilità di inserire il loro logo sui nostri materiali di comunicazione. Di solito si fa così.

Poi, un giorno, l’amico Luigi Sansò, Presidente regionale della Lega delle Cooperative, mi diede una dritta preziosa: «Sergio è persona di palato fino», mi disse, «gli piace mangiare bene e in cucina se la cava benissimo».

E così proposi a Sergio Doria di preparare una cena in teatro, e gli misi a disposizione la nostra cucina e i nostri spazi per organizzare l’assemblea della Giunta Camerale: «nessuno dei tuoi collaboratori ha mai visitato il teatro», suggerii, «magari a cena possono venir fuori delle idee».

Sergio Doria prese a fregarsi le mani, facendo l’appello di tutte le prelibatezze con cui avrebbe imbandito la tavola: i pasticciotti di Ascalone, le burrate e le mozzarelle di Aia Vecchia, il Negroamaro di Severino Garofano.

E così fu il cibo a far incontrare la Camera di Commercio di Lecce e i Cantieri Teatrali Koreja.

Era il 2004 e non c’era ancora Master Chef. Il cibo non era diventato ancora così pervasivo, specie in televisione, e il Salento non era ancora la meta turistica che è oggi.

Quella cena ci aprì gli occhi sulla ricchezza del Salento e i suoi giacimenti enogastronomici. E soprattutto ci permise di individuare il terreno sul quale il nostro teatro e l’ente preposto alla valorizzazione economica del territorio potevano incontrarsi.

Decidemmo così di produrre uno spettacolo che la Camera di Commercio potesse promuovere all’interno di fiere nazionali e internazionali e di tutte quelle manifestazioni che raccontano il territorio.

Coinvolgemmo nella produzione Silvio Panini e Paolo Pagliani, due amici di vecchia data che da anni, a Carpi, dirigono Koinè-Teatro sostenibile, un centro specializzato nella creazione di eventi teatrali legati al cibo e al gusto.

Una volta ricevuta la lista di prodotti tipici salentini per i quali la Camera di Commercio aveva definito il disciplinare di produzione (lampascioni, scapèce, pomodori secchi sott’olio, africani e vino Negroamaro) cominciai, con Paolo Pagliani, a girare il Salento in lungo e largo per intervistare agricoltori, enologi, pescatori, pasticcieri e farci raccontare storie e memorie del loro lavoro e dei loro prodotti. Raccogliemmo tracce di un paesaggio culturale fatto di beni materiali e immateriali, costruendo nessi fra le tradizioni, l’identità e il cibo del Salento.

Il risultato di questo nostro lavoro fu lo spettacolo Il pasto della tarantola: una degustazione teatralizzata di prodotti tipici salentini, in cui gli spettatori seduti ai tavoli venivano serviti da due attrici e venivano guidati dalla loro voce, tramite cuffie wireless, alla scoperta delle storie dei sapori, che sono specchio e testimonianza della cultura da cui sono nati. Accompagnati da video e musiche, gli spettatori, degustando, potevano immergersi nella luce riverberante del Salento, sfiorare la pietra tenera degli edifici barocchi, assistere al pellegrinaggio delle tarantolate. 

Il Presidente della Camera di Commercio di Lecce era estremamente soddisfatto e considerava lo spettacolo una conquista personale. Grazie a lui debuttammo alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano e ci esibimmo in numerosissime altre fiere, ottenendo sempre un grande successo di pubblico e accoglienza. Approdammo poi a Expo 2015, alla Notte Bianca di Roma del 2005, alla Notte della Taranta 2013 e 2014, al Road Show WearePuglia a Monaco di Baviera del 2014, alle manifestazioni per Lecce Candidata Capitale Europea della Cultura 2019 e numerose presentazioni in Svizzera, Serbia, Montenegro, Croazia, Albania e India.

La degustazione teatralizzata è diventata così una nuova formula per raccontare il territorio e la sua identità. Attraverso la degustazione, i prodotti locali diventano trama e narrazione del territorio, aiutano a ricostruirne la memoria collettiva, aggiungendo valore al connubio tra le tradizioni del territorio e il suo potenziale innovatore. E approfondiscono le relazioni fra arte e paesaggio, diventando anello di congiunzione tra performance artistiche e promozione del territorio.